La mafia, Ostia nera e gli Spada


Oggi Casapound ripete come un mantra di non avere alleanze politiche con la famiglia Spada. Mentre i carabinieri portavano via agli arresti Roberto Spada – l’autore dell’aggressione al giornalista di Rai 2 – Luca Marsella scriveva di “inesistenti sodalizi”. Se riportiamo la memoria ad un anno e mezzo fa, scopriamo come i fatti siano differenti.

E’ il 13 giugno 2016, la corte di Appello di Roma rivede la sentenza di condanna di primo grado nei confronti del clan Fasciani (altra famiglia Sinti, come gli Spada), eliminando l’aggravante mafiosa. Sentenza, questa, poi riformata dalla Cassazione pochi giorni fa, con la conferma della decisione di primo grado. Tra i primi a Ostia a salutare positivamente la decisione del 2016 è stato Roberto Spada, con un post sulla sua pagina Facebook. “Hanno buttato fango, articoli su articoli, hanno voluto distruggere Ostia”, scriveva. In altre parole: “Ostia nessuna mafia”.

Due ore dopo arriva il post di Carlotta Chiaraluce, esponente di punta di Casapound e compagna di Luca Marsella: “Da queste sentenze decade l’accusa di associazione mafiosa (…) a Ostia come ovunque ci sarà sicuramente degrado e delinquenza, ma la MAFIA non esiste”, scrive. Commenta Silvano Spada: “Parole santissime”.

Non è certo la prova di una “alleanza”, ma è il segno di un comune sentire politico tra gli esponenti di Casapound e la famiglia Spada. Ci penserà poi la Cassazione a smetirli.

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